I micropagamenti come funzionano
venerdì 11 maggio 2007 di wikipedia.org
Con micropagamento si intendono i servizi di trasferimenti di denaro in situazioni in cui la loro raccolta con i sistemi di pagamento tradizionali sono poco pratici o troppo costosi in rapporto alle somme in gioco. Gli istituti che lo forniscono ovviano a questi problemi solitamente cumulando più piccoli pagamenti per poi effettuare un’unica transazione di accredito tradizionale.
Il micropagamento è particolarmente diffuso sul Web nell’ambito del commercio elettronico o della raccolta di fondi. In quest’ambito ricadono anche le donazioni fatte via SMS.
Ci sono state molte innovazioni recenti nei sistemi di micropagamento, allo scopo di facilitare la fornitura di contenuti a tariffa su Internet. Molti pagamenti vengono fatti con carta di credito, ma processare un tale tipo di pagamento costa al venditore una commissione attorno ai 15 Eurocent, più una piccola percentuale dell’importo versato. Ovviamente, addebitare all’acquirente una somma inferiore alla commissione, è impossibile.
Questi nuovi sistemi di micropagamento sono il risultato di un processo evoluzionistico tra i fornitori di contenuti su Internet. Nei primi giorni del World Wide Web, i contenuti venivano solitamente resi disponibili gratuitamente da organizzazioni tipo le università .
Con la fenomenale crescita di Internet le persone iniziarono ben presto a cercare vari mezzi per ricavare denaro dai contenuti. La pubblicità è una di queste forme di reddito. I contenuti vengono offerti gratis, accompagnati da messaggi pubblicitari o collegamenti a siti sponsor. Altri fornitori di contenuto hanno sperimentato le sottoscrizioni, dove la gente paga per accedere ai contenuti per per un certo periodo di tempo. Una terza forma di guadagno è quella delle donazioni sollecitate dal fornitore di contenuti.
I micropagamenti rappresentano un’innovazione relativamente recente nei sistemi di guadagno online. I micropagamenti si basano sul mantenere e avantaggiarsi dell’alto volume di visitatori, tramite l’offerta di contenuti per un prezzo molto basso. Ad esempio, un autore di webcomic potrebbe rendere disponibili i suoi fumetti online per 25 Eurocent. Altra variante dell’idea è la proposta di addebitare frazioni di Eurocent (meno del valore della moneta più piccola) in cambio di frazioni paragonabili di contenuto, ad esempio, un decimo di Eurocent per una singola pagina web di una rivista online.
Gli economisti definiscono un "bene pubblico" come qualcosa che può essere consumato o usato da un numero illimitato di persone, senza costi aggiuntivi per il fornitore. Le trasmissioni radiofoniche producono un bene pubblico. Un programma radiofonico viene prodotto ad un costo fisso, ma un numero illimitato di persone, all’interno dell’area di ricezione del segnale, può ascoltare il programma. Quando un ascoltatore addizionale sente la trasmissione, questo non provoca un aumento dei costi per la stazione radio. Per questo motivo, la vendita di spazi pubblcitari da parte delle radio, può produrre entrate senza costi eccessivi. Se un ascoltatore sente il programma ma non risponde alla pubblicità , non ne risultano costi aggiuntivi. Un ascoltatore che segue il programma ma non acquista i prodotti pubblicizzati è un "free rider" (traducibile in italiano con "scroccone").
Per contro, gli editori di riviste e giornali, incorrono in costi addizionali per fornire la loro pubblicazione ad ogni lettore aggiuntivo. Alcuni editori impongono un prezzo di acquisto al lettore per rimandare i costi aggiuntivi di pubblicazione. Quindi giornali e riviste che devono essere acquistati non sono un bene pubblico e i loro editori risolvono il problema dei "free rider" facendo pagare ogni copia del loro prodotto stampato. Alcune pubblicazioni sono fornite gratuitamente. Gli editori di queste ottengono introiti solo dalla vendita di spazi pubblicitari. Queste pubblicazioni solitamente hanno un pubblico limitato e ben individuato, che è più probabile risponda alla pubblicità presente. Inoltre, pubblicazioni che comportano un prezzo d’acquisto, possono essere stampate su carta patinata, e avere foto e illustrazioni a colori, mentre le pubblicazioni gratuite possono essere prodotte a costi inferiori, omettendo alcune caratteristiche di maggior qualità .
Molti siti Internet hanno tentato di fornire contenuti come bene pubblico gratuito, con i costi di tali contenuti coperti solo dalla pubblicità . A causa dei costi della banda, questo approccio è stato spesso fallimentare. I contenuti online non possono essere forniti a costi fissi, come per i programmi radiofonici, perché ogni persona in più che accede un particolare sito web fa aumentare i costi della banda per l’operatore. Anche se i costi aggiuntivi possono essere molto piccoli (a seconda della quantità di contenuti del sito), il costo può crescere rapidamente dipendentemente dal numero di persone che accedono al sito. Per questo molti siti hanno subito perdite per gli alti costi della banda, sproporzionati rispetto alle entrate fornite dalla pubblicità , poiché molte persone accedono ai contenuti, impongono un costo di banda, ma non rispondono mai ai messaggi pubblicitari (banner e pop-up). Molti siti hanno chiuso per questo motivo, mentre altri sono ricorsi all’uso di quote di iscrizione o all’aumento della quantità di messaggi pubblicitari in raporto ai contenuti forniti (riducendo così la qualità complessiva del sito).
I sostenitori del modello di business dei micropagamenti ritengono che questi risolveranno il problema dei "free rider" per i siti che stanno tentando di dipendere solamente dalla pubblicità , e che tale sistema sia più raffinato per i siti che sono ricorsi alle quote di iscrizione.
D’altra parte i detrattori dei micropagamenti ritengono che un sistema basato sulla sottoscrizione sia preferibile e che i micropagamenti generino meno entrate della pubblicità .
source: wikipedia.org
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Micropagamenti
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