MICROPAGAMENTI

Micropagamento per microcontenuti

lunedì 6 febbraio 2006 di Redazione Europevox

Come acquistare frammenti online e pagare a piccole dosi

Resta solo un nodo da sciogliere, in Europa più che oltreoceano. E’ il problema dei pagamenti online.

Se infatti è vero che sempre più denaro circolerà nella rete invece che nella realtà e inizierà a smaterializzarsi per correre lungo le autostrade informative, è anche vero che proprio la forma di pagamento dei servizi digitali sembra essere oggi uno dei freni alla diffusione dell’e-business, soprattutto se ci sono in gioco piccole cifre.

Le transazioni elettroniche sono infatti comode e veloci, ma soprattutto in Europa il senso di diffidenza è ancora difficile da estirpare. A parte la remora emotiva che ingessa di fronte alla constatazione che su internet si paga per qualcosa che non si è visto realmente, toccato, provato e che, spesso, non si può possedere subito, la diffidenza tocca poi elementi di ordine pratico e di sicurezza.

In Paesi come il nostro si è ancora poco abituati alle transazioni elettroniche in generale (come il pago-bancomat o la carta di credito) e se pure negli ultimi anni la situazione sia decisamente migliorata, tuttavia, la paura sull’effettiva sicurezza dei pagamenti elettronici è ancora molto diffusa. Per di più, considerando che i metodi di pagamento online che vanno dalla carta di credito, al bonifico bancario, al pagamento in contrassegno alla ricezione della merce sono molto costosi, le spese minute restano totalmente interdette.

Per queste piccole spese, i cosiddetti micro-pagamenti (inferiori a cinque euro, o comunque a dieci euro), negli Stati Uniti si sta diffondendo sempre di più l’uso della carta di credito o di schede pre-pagate anche per gli acquisti sotto i cinque dollari.

Circa il 17% degli americani userebbe comunemente forme di pagamento elettronico per i micro-pagamenti. La logica del micro-pagamento risponderebbe alla teoria che il pagamento su abbonamento globale non funziona, che gli utenti si rifiutano di pagare una cifra mensile o annuale per poter accedere per esempio a un portale e a tutti i suoi servizi e che sarebbero più propensi a pagare la singola azione/informazione.

Non ci si abbona al giornale, ma si è disposti a pagare per leggere una certa news. Non ci si abbona per giocare online, ma se è il caso, si è disposti a pagare la singola partita dell’ultimo gioco in Rete. Insomma, micro-pagamento per micro-contenuto. In Europa, e in Italia in particolare, la diffusione dei piccoli pagamenti è ancora abbastanza esigua, anche per le commissioni troppo alte per i pagamenti con carte di credito (al contrario degli Stati Uniti).

Per questo da noi i micro-pagamenti potrebbero invece viaggiare attraverso la telefonia. Pagare gli scatti, ma non a tempo, bensì a valore del contenuto. Alcuni sistemi del genere sono già in funzione: si riceve un codice dal sito che vende contenuto e lo si digita sul telefono dopo aver chiamato il numero a pagamento gestito dalla società di mediazione.

Si paga la telefonata, qualche euro a seconda dei contenuti richiesti, in un modo rapido e sicuro. Con l’esplosione dei telefonini che si è verificata negli ultimi anni in Italia, probabilmente è davvero questa la strada più veloce e più facilmente percorribile per andare incontro alle nuove forme di e-business, in tutte le sue connotazioni.


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